Il bambino dell'alba (1952)


Che cosa ne farò dei tuoi piedini,
dei tuoi piedini calzati di stelle?
Che cosa della tua boccuccia
che non sa chiedere baci e non sa darne?
Il drago dietro la porta ti guarda, o mio bambino.
Da quali sentieri sei venuto?
E, prigioniero tra le mie braccia, ti sento
fino all'alba e ti cullo senza pianto.
Calzari di stelle ti stringono i piedini.
Tu torni, con tintinnio di passi,
ai tuoi campi azzurri,
dove splende la luna,
l'incanto d'una luna priva di colori,
sui prati di settembre.
Con occhi ed ali dolci ti vola il vento accanto,
per mano ti prende.
Nell'ansa del braccio rotondo,
tra le fossette palpita il tuo riso
fatto di stelle. Mio bambino,
nel sogno, con troppa tenerezza,
a ogni alba, io ti debbo lasciare,
quando il vento spegne le strade lunari
e tu svanisci col lieve brusio di piccole ali,
fatte di morbide penne.