Cara presenza (1957)


Cara presenza del patriarca mio zio.
Ultimo natale d'argilla nel paese che morto
gli ulivi reggono ancora
sul vento e ciaule coronano
in ore che passano
a vetri serrati
a focolari di sonno.
Voce di una morte
che vide i piccoli bimbi
nascere e perduti giocare.
Con mio fratello ora giaci,
cara presenza, nella tomba dell'oliveto.
Senti ancora la voce
della nera pacchiana venire:
monda le foglie di sempre,
le bacche di sempre cadranno.
Amaro popolo d'ombra t'ama
nel suo passato oscuro.
Cara ombra presente,
distrutto è il focolare
e libera sgorga una vita
che preparasti con mani pazienti.
L'ultimo lamento greco sia tuo.
L'ultimo dolce sonno ti serri.
Cara presenza del patriarca mio zio,
dolce anche è la notte
nel suo sogno di tempo.