|
Tavolata di clerici: dove le salsicce pepate e i capelli cadenti: gli occhi del cuoco annegati nel rosso. Tavolata di clerici, tavola calda con cavoli e patate bianche, tovaglie sporche, mozziconi di riso. Le donne del tempo dei clerici con polpe di osso. Il ragazzino biondo, il ragazzo che deve lottare, mangia duramente: i bisturi in fila lo guardano: morirà l'anno seguente. Tavolata di clerici, un vento ti porta via dal tuo presente squallido. Giovinezze vuote in fila, in attesa delle minestre, i lazzi racchiudono spire di nostalgie inesprimibili, di vite diverse legate a questo tavolo, alle giacchette di lana, agli occhi avidi e stanchi. Entrano i camerieri coi teschi, dalle finestre: spazzano anime e foglie, dalla tavola calda dei clerici; dai loro cuori di paglia piccoli serpi fischiano sinistramente, nudi s'ergono i richiami degli alberi: tavola calda di dicembre dei morti clerici vagantes, dei perduti clerici. |