L'inganno (1960)


Dentro una bara profonda
e sotto i venti della primavera
un uomo scalpella tanti nomi di cose
che poi dove andranno
dentro una bara profonda
a ricordare.
Tu io egli l'estraneo
che uccido ogni giorno
di cui mi punisco inutilmente
come un pesce che nuota
o il chiaro della luna.
Tutto si dimentica
in questa bara profonda
dopo aver capito che siamo fatti
di giochi di parole
di ingranaggi e di tempo.
Non c'era nessuno
fra le mie braccia.
Io sola in un gioco
facevo magia d'amore.
Un quarto d'albumina.
Un quarto di secrezione.
Un quarto di sangue
due linee di febbre.
Ma perchè ci hanno raccontato
che era ineffabile e immortale
solo si ripete
e lo si può dire
come tutto.