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L'autunno ha scavato le pozze nel fango: ci si flettono alberi non mai veduti. Li tocca l'aria. Vaga una tempesta trema sull'orlo del suo esistere nero. Vivi del respiro e della risacca in un paese che non ha mare. Chi piega in luce le forme chi tende le corde dove s'agita il sonno chi ride con volto d'acacia. I cipressi vanno alla notte. I bambini toccano la notte. I fiori ardono lampade. Si scrolla l'estate dal frutteto e dalla luna: libera danza l'aria. |