Per Machado (1960)


Alla rosa dei venti.
All'azimut e al nadir.
Allo zenit e all'equatore.
A tutte le bussole abbandonate.
Alla invisibile catenella di Machado
che lega un sogno
al giardino chiuso
al cavaliere ambiguo
all'amore che non perdona.
A tutto l'occidente che trema
fra i suoi miti abbandonati
come l'acqua polimorfa
d'un miraggio.
Alla canzone dell'avventura.
Agli spagnoli crudeli
ai loro patii
simili tutti
da Costantinopoli a Malaga
da Atene a Saragozza.
A un mondo che amava male
sigillato
che corrompeva tutto
per la purezza del sogno.
Alla sua dolcezza
alla sua morte
e il sogno non sia salvo.