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Alla rosa dei venti. All'azimut e al nadir. Allo zenit e all'equatore. A tutte le bussole abbandonate. Alla invisibile catenella di Machado che lega un sogno al giardino chiuso al cavaliere ambiguo all'amore che non perdona. A tutto l'occidente che trema fra i suoi miti abbandonati come l'acqua polimorfa d'un miraggio. Alla canzone dell'avventura. Agli spagnoli crudeli ai loro patii simili tutti da Costantinopoli a Malaga da Atene a Saragozza. A un mondo che amava male sigillato che corrompeva tutto per la purezza del sogno. Alla sua dolcezza alla sua morte e il sogno non sia salvo. |