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Torna la primavera dal sud, dai lontani, oh quanto lontani, colli di Grecia e d'Asia minore, torna coi suoi millenni, con le ardenti giornate d'Ellade, col ricordo delle danze orfiche, dei canti di Saffo, dei dolci e selvaggi poemi d'Omero. Oh primavera antica, che t'attardasti sulle rive del Xanto insanguinate, narrami, ti prego, dei riccioli biondi d'Ettorre, dei soavi occhi di Astianatte e d'Elena dal sorriso infido. Oh primavera antica che affascinasti il mondo, e tu vecchio Olimpo senza più Dei, ditemi perchè passaste e perchè noi, dopo aver infranto Giove, preghiamo su altri altari nuovi numi. Torna dall'Asia minore e dai colli di Grecia la primavera ed è la stessa primavera che rifiutò il vento ai vascelli di Agamennone, la stessa che rise sui fiori dell'Asia Minore al giungere della flotta achea, la stessa che si spense col pianto d'Andromaca e il grido del bimbo precipitante giù dalle mura, la stessa implacabile, mortale primavera pagana che torna. |