Le rane (1948)

Le senti cantare lontano
dai fossi sperduti tra i prati: ne la campagna.
Le ascolti ne la notte di luna e sogni.
Sono le rane
e dicono piano:
io t'amo, io t'amo, io t'amo.
Le senti ne l'aria profumata di giugno
ed hanno la stessa snervante dolcezza d'estate.
Le ascolti cantare alle stelle dai canali sconosciuti
con la piccola, triste voce volta verso il cielo.
Sono le rane
e mormorano in do minore:
amore, amore, amore.
I platani frusciano al vento
e il loro profumo è forse la stessa canzone
che viene dal fiume.
Le querce immobili e gravi
tendono i rami verso acque lucenti
per ascoltare.
Sono le rane
e dicono piano a la brezza:
tristezza, tristezza, tristezza.