|
Fanciullo romano: occhi glauchi immaginati ora spenti. Un'adolescenza carica d'impronte d'avi. La malinconia della bocca infantile segnata in dure curve per sembrare altera. L'eco dei greci impressa a sigillare la bianca fronte. Giovinetto romano, sperduto nel palatium a guardare i cortei dei trionfi con freddo cuore di statua, sotto gli archi funerei di purpurea gloria passa l'ombra sottile del tuo corpo e le calighe bianche lasciano impronte rosse sulla polvere. |